• Andrea Benedetti

VV.AA. - Defend your planet

Circa tre anni fa sembrava che l'Electro fosse il nuovo genere che avrebbe invaso i festival e i club mondiali. Era il periodo in cui il sound dark electro EBM di Helena Hauff e l'assalto electro techno di Dj Stingray erano fra i più richiesti e i due erano ovunque. Non potevano quindi non accorgersene tutti i media, da Dj Mag a BBC Radio che elesse il mixato di Helena Hauff per la serie Essential Mix come migliore del 2017. Ma cosa resta di tutti quei proclami: nulla.

Il mondo del clubbing e dei festival, dopo aver dato spazio ad alcuni act, ha lentamente mollato la presa.

Alcuni produttori techno cimentatisi magicamente con l'Electro sono tornati nella loro comfort zone. Insomma tutto come prima, da copione. Era giò successo verso la metà degli anni '90 quando grazie all'esplosione del fenomeno Direct Beat c'era stata una vera invasione di produzioni Electro, quasi tutte di altissimo livello. Al tempo di giornali di settore ce n'erano molti di più da Jockey Slut a Muzik, da Groove a Frontpage e quindi la scena ebbe modo di rafforzarsi e consolidarsi nonostante lo spazio nei club era abbastanza marginale. Ma c'era come dire una rappresentazione, che grazie anche alla presenza capillare dei vari negozi di dischi per dj nel mondo dava la possibilità alla scena Electro mondiale di rimanere viva.

Dopo la crisi delle vendite del prodotto fisico, la scena è rimasta iperattiva e questo grazie al supporto di tanti fan nel mondo e ad una filosofia chiara e coerente. E' uno dei pochi che unisce ricerca sonora e groove in maniera intransigente. Non puoi buttare giù una cassa in quattro ed un hi hat in levare su Live e cavartela.

Devi tenere alta la tensione all'interno di un pattern complesso e bilanciare al massimo accordi e sequencer per non andare troppo oltre. L'Electro è un grande esercizio di controllo e forse la più grande installazione musicale vivente sul divenire del nostro presente futuro. Non è un caso che la maggior parte degli artisti Electro siano attenti a tematiche scientifiche, sociali e ambientali ed abbiano un grande senso di comunità, locale e mondiale. Durante questa pandemia sono state tante le etichette che hanno raccolto denaro per aiutare istituzioni locali con ottimi risultati (spicca su tutte la Bass Agenda Recordings to Andy Barton in questo senso). Dietro un'apparente escapismo c'è infatti la consapevolezza della potenza del gesto dell'essere umano sul pianeta e sulla comunità, nel bene e nel male, e la spinta verso una visione positivista del futuro e di piena collaborazione fra umanità e tecnologia/scienza.

La neonata etichetta scozzese Avoidant calza a pennello con tutto quello scritto prima. Attiva dal 2019 ha subito dato spazio ad artisti della scena mondiale come CYRK e Kronos Device più altri artisti promettenti come Syrte e Autonomous. In questa compilation, non a caso intitolata "Defend your planet", mettono assieme un parterre da urlo: Keith Tucker aka DJ K-1, Dj Maaco aka Detroit In Effect, Detroit’s Filthiest, Carl Finlow, The Advent, Assembler Code, Versalife Annie Hall, Fera-E, i già citati CYRK, Kronos Device, Syrte , Autonomous e altri promettenti producer. Il risultato è di altissimo livello e copre tutto il range sonoro che il genere può offrire ora, confermando che l'Electro non solo è viva, ma non è mai morta e forse mai lo sarà.


LINK PER L'ACQUISTO: https://avoidantrecords.bandcamp.com/album/defend-your-planet-v-a

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