• Alessandro Monne

Francesco Follieri, mente creativa di Club Zero11.

L'intraprendenza è una di quelle qualità un po' bugiarde perché legittimata o meno dall'esito dei risultati. Tuttavia se accompagnata da coraggio, tenacia, innovazione, non può non assumere un valore positivo. La tenacia è una caratteristica che sicuramente non manca a Francesco Follieri,

cofondatore di Club Zero11 e Re.Face records.

Abbiamo parlato con lui di come questi progetti sono nati e da quali esigenze, approfondendo gli aspetti imprenditoriali e non della sua attività.



Parleremo dei punti salienti e dei vari progetti che ti hanno portato negli anni allo status di imprenditore. Ci racconti di come tutto è iniziato?


Allora, partiamo dal principio. Le radici del mio rapporto con il mondo della night culture sono ben più profonde e radicate dell'esperienza che stiamo vivendo oggi qui a Pescara.

Potrei dire che il primo seme ha germinato davvero tanto tanto tempo fa.

Sin da piccolo infatti era chiaro a tutti (me compreso) il fatto che avessi una certa propensione verso l'organizzazione di eventi di qualsiasi genere: dalle partite di calcetto il sabato pomeriggio, ai tornei di playstation durante le festività scolastiche fino alle prime festicciole in campagna giù in Puglia.. c'ero sempre io di mezzo. Quella popolarità mi ha dato la possibilità di sviluppare tanti contatti e amicizie.

Ho iniziato quindi come tutti, facendo il pr, attaccando le locandine in città con su scritto il mio numero e vendendo le prevendite porta a porta per i grandi eventi prefestivi. Allora avevo organizzato un piccolo team che operava nella provincia di Foggia e supportavamo uno dei principali staff che in quegli anni operavano in provincia. Questa esperienza è durata un paio di anni ma tanto è bastato per conoscere alcune dinamiche di lavoro che mi sarebbero tornate utili nella mia successiva attività professionale.

Nel 2010 ti sei trasferito a Pescara per iniziare gli studi universitari..

Si esatto. Qui ho conosciuto Aldo C. e Giuseppe P. con i quali fondai un anno dopo RKT, una web-radio libera con un palinsesto che arrivava sino a 6 ore di programmazione giornaliera. Con la RKT abbiamo fatto tante belle esperienze, partecipando ad alcuni festival indie-rock. Abbiamo avuto la possibilità di condividere lo stage e di intervistare artisti del calibro di Lodo Guenzi (leader de Lo Stato Sociale), Samuel (frontman dei Subsonica/Motel Connection), Management del Dolore post-operatorio, Brunori SAS e tanti altri.

Contestualmente al lavoro operativo che svolgevamo durante questi festival, curavo la programmazione di uno show settimanale chiamato Underground Resistance Italy (in onore della storica crew techno di Detroit) dove alternavo playlist di vario genere a vere e proprie narrazioni storiche riguardanti gli albori della musica house.

Mi sforzai di capire come potevo trasformarla in qualcosa di più pratico. Iniziai così a inserire settimanalmente uno spazio dedicato agli artisti che si sarebbero esibiti in città nel week end. Sostanzialmente facevo una sorta di guida dell' intelligent dance music; una forma di pubblicità assolutamente gratuita che mi è valsa l'introduzione nei principali ambienti festaioli della città.

Ci racconti come è nata Re.Face e i vari scenari nel quale eravate coinvolti?

Il 2012 è forse l'anno 0 della nostra esperienza artistica. A Pescara arriva il mio concittadino Toguè. Io avevo la radio, e lui una gran voglia di suonare e mettersi in mostra. Con lui inizia un sodalizio forte e duraturo. Insieme ad altri due amici che ora hanno preso direzioni professionali diverse, fondiamo Re.Face (oggi una delle più apprezzate etichette musicali underground italiane) e organizziamo in maniera autonoma le prime feste. Bisognava affittare una location, allestirla ogni volta da zero, programmare la line up, organizzare la promozione. Così stavamo sviluppando una visione a 360° delle competenze che orbitano attorno ad un party. Le prime feste sono un assoluto successo e in città si iniziava a parlare di noi. Così abbiamo attirato l'attenzione dei primi locali disposti ad affidarci una tantum l'organizzazione dei loro fine settimana.

Nel 2014 abbiamo finalmente il nostro primo vero palcoscenico artistico settimanale. Ci affidano l'organizzazione del venerdi notte al Lalla, storico club nel cuore della città vecchia di Pescara. Saranno due anni di esperienze indimenticabili.

Entriamo nell'ottica della cadenza settimanale e non più mensile, scenario che cambia radicalmente le metodologie di lavoro viste le tempistiche promozionali ristrette e iniziamo qui la vera e propria costruzione del nostro staff, parte del quale è tutt'ora operativo con noi. Sono gli anni dei primi ospiti, dei primi scambi, delle prime esperienze oltre confine che contestualmente al nostro lavoro come piattaforma di streaming podcast e l'attivazione della nostra etichetta digitale, ci permettono di acquisire una visione più completa della scena underground europea.

Sono questi gli anni in cui matura in noi la consapevolezza di poter costruire qualcosa di importante che si possa tradurre a breve in un vero e proprio lavoro.

L'estate del 2016 è sicuramente un momento di svolta. Dapprima viene rilasciato il primo capitolo della nostra etichetta in vinile Re.Face Limited, che farà in breve il giro di tutto il mondo suonata con fierezza da Ricardo Villalobos, Raresh e molti altri nei principali palchi del mondo. Nello stesso periodo ci viene affidato un importante incarico all'interno del festival Soular che vedrà come ospite Loco Dice. Per il festival ho curato personalmente l'intera parte promozionale, e con Toguè che quel pomeriggio si sarebbe esibito in apertura della guest, ci occupiamo anche dell'organizzazione e della logistica dell'afterparty.

L'intero evento fu un successo e al termine di questa esperienza era chiaro che il nostro party Re.Club dovesse prendere una piega diversa, quantomeno nuova. Le mura del piccolo Lalla iniziavano ad essere troppo strette per ciò che avevamo in mente. Arrivò così la "promozione" al Qube Club. E' un anno fondamentale per me, a cavallo tra il 2016 ed il 2017, in uno spazio più grande e meglio organizzato, abbiamo la possibilità per la prima volta di invitare al nostro party ospiti del calibro di Valentino Kanzyani, Rossko, Alexandra, Alex Ground, Saverio Celestri, Claudio Coccoluto, Ivan Iacobucci, Domenico Rosa, Ian F e molti altri. Causa diversità di vedute macroscopiche con i proprietari del club che ci ospitava, nell'estate 2017 arriva una rottura del nostro rapporto lavorativo.

Parlaci della fondazione di Club Zero11..

Dopo le esperienze del Lalla e del Qube, conosciamo Diego e Paolo, già proprietari da 4 anni del Roof Club di Isernia, con cui è subito amore a prima vista. Insieme, nel giro di pochi mesi fondiamo Club Zero11, che si propone come nuova realtà alternativa della nightlife pescarese rimasta ormai orfana dei suoi club underground storici come Zu:bar e Tipografia che avevano svolto un ruolo di fondamentale importanza di diffusione della club culture in città.

Da qui è stata una escalation si successi, il nostro party Back To Basics negli ultimi 3 anni ha ospitato con coraggio, in un panorama sempre più arido di novità artistiche e motivato dallo stereotipo della "Grande Star" come ospite, artisti internazionali di nicchia come Praslea, Cristi Cons, Fumiya Tanaka, Arapu, Cap, Dana Ruh, Julian Perez, Cecilio, Alexkid, Fernando Costantini, e tanti artisti ed amici italiani come Adiel, Silvie Loto, Giuliano Lomonte, Viceversa, Giammarco Orsini, Fabrizio Sala, Domenico Rosa, Saverio Celestri, Enrico Mantini, Claudio Coccoluto, Ivan Iacobucci, Fabrizio Maurizi con i quali anno dopo anno si è creato un legame di amicizia vero e proprio che va al di la del contesto puramente lavorativo.

Contestualmente dall'estate 2018, sempre come ClubZero11 abbiamo iniziato una serie di pool party estivi itineranti a cadenza mensile dal nome Family Affair, feste solitamente della durata di 12h in location esclusive e con la possibilità di poter usufruire di servizi come Street Food, Vinyl Market e spazi destinati ad installazioni di qualsiasi genere. Spazi quanto più eterogenei e plurifunzionali per poter garantire svago, relax, divertimento e cultura allo stesso tempo.



Quali sono i punti fondamentali nell’organizzazione di un evento? A cosa dai più importanza e cosa consigli di evitare? E ancora, quanto è difficile trovare l’equilibrio tra proposta e seguito? Capita che le due cose non vadano di pari passo e alcuni scendono a compromessi che intaccano l’identità del promoter e di conseguenza il club.

L'organizzazione di un evento è una macchina tanto complessa quanto affascinante. Inizierei con il distinguere due macro aspetti: quello legato alla logistica, e quello legato all'aspetto artistico/promozionale dell'evento.

La logistica va interpretata in maniera completamente differente se parliamo di operare in una struttura predisposta ad ospitare serate in maniera continuativa (come lo è per l'appunto un club come il nostro) oppure se parliamo di "tirar su" una location da zero (come nel caso delle nostre feste estive dove ci si ritrova a dover allestire ogni volta una struttura da zero). Sicuramente il secondo caso è quello più complesso, che richiede un planning più oculato a livello di gestione di spese ma allo stesso tempo più aggressivo a livello di tempistiche. Spesso in queste situazioni, entrano in gioco diversi fattori, come sponsorizzazioni e partnership che ti aiutano a livello di forniture, frigoriferi, postazioni bar. Quindi si tratta di un lavoro assolutamente multidisciplinare che prevede più step.

L'aspetto artistico/promozionale, che io gestisco direttamente, invece è piuttosto standard. Solitamente utilizziamo dei planning semestrali, lasciandoci sempre qualche spot libero per eventuali scelte ed occasioni last minute. Lo sforzo creativo è dunque condensato maggiormente nella fase estiva (lug/ago) e invernale (gen), cercando di lasciare maggior spazio possibile agli aspetti promozionali durante il resto dell'anno. Certo, lavorare ogni settimana, richiede uno sforzo promozionale immenso. Se si pensa addirittura che nel periodo delle feste natalizie, si arriva anche ad organizzare 3 eventi a settimana, spesso la promozione rischia di accavallarsi e la comunicazione potrebbe non risultare di conseguenza efficace. Sicuramente uno staff promozionale eterogeneo e preparato ti aiuta. Spesso vedo ragazzini mandati allo sbaraglio e assoldati come pr senza sapere veramente quello che stanno facendo. E' per questo che da sempre promuoviamo incontri quantomeno mensili con tutti i nostri pr per dar loro istruzioni, scambiare pareri, opinioni e per far si che tra di loro si creino legami forti e una sana competizione. Anche perché con l'avanzare del progresso tecnologico (ti parlo di tutte le novità a livello di social network, e del web in generale) bisogna sempre essere al passo con i tempi per capire come distribuire il budget e le risorse a livello promozionale.

Il discorso legato alla "commercializzazione" di alcuni vecchi baluardi underground è invece un discorso legato prettamente all'economia. Ti dico la mia. Dobbiamo iniziare col differenziare organizzatori di eventi e proprietari delle location. E' davvero raro trovare casi come il nostro in cui le cose coincidono. Difatti è proprio questo il motivo per cui abbiamo deciso di metterci in proprio. Io organizzatore, quando mi trovo di fronte un proprietario di locale che per quanto tale ha investito nella sua attività al fine di poterne ricavare introiti quanto più maggiori è chiaro che va di fronte ad un muro spesso invalicabile.

Oggi dobbiamo accettare che la nostra linea musicale è una nicchia medio-piccola, quindi non possiamo immaginare di poter competere a livello di incassi contro serate commerciali che hanno un pubblico di adulti spendaccioni e figli di papà che riempiono i tavoli. Noi lavoriamo con gente semplice, mossa dal desiderio di evadere più che di apparire. Per questo vanno a consolidarsi in questo periodo storico club con capienza compresa tra 200/400 persone a discapito di

mega-strutture (possiamo generalizzare chiamandole discoteche) che tenderanno per forza di cose a seguire le mode del momento. Ma sappiamo bene che le mode cambiano di anno in anno e ben presto ci si potrebbe ritrovare senza niente. Chi invece crede e continua a seguire i suoi ideali nel tempo, alla fine verrà sempre ricompensato. Di questo ne sono certo.

Mi piacerebbe sapere qual è la personale definizione che hai dato al clubbing nostrano e in base a quali concetti l'hai sviluppata, sia da un punto di vista economico che sociale.

Re.face avrà giocato un ruolo fondamentale in tutto ciò..

L'importanza della multidisciplinarietà in questo lavoro è di fondamentale importanza.

Clubzero11 e Re.Face sono degli organismi separati ma strettamente connessi. L'uno va in aiuto dell'altro. Questi sono due progetti che abbiamo realizzato, ma abbiamo in mente molto altro. L'impressione, quantomeno prima di questo stop forzato, è quella che stiamo vivendo ancora un fase sperimentale e di crescita, e che nuovi progetti e nuove idee possano prendere piede a breve, sempre contraddistinte dai valori e dai principi di etici, culturali ma allo stesso tempo sperimentali e futuristici che da sempre sono alla base della nostra esperienza.

Agli occhi di molti, potremmo sembrare dei pazzi visionari, forse in parte lo siamo, ma senza questo spirito non potremmo continuare a fare ciò che facciamo.

Il ruolo del clubbing, oggi come ieri, è un ruolo di fondamentale importanza culturale.

La sensazione di staccare la spina per qualche ora dalla vita di tutti i giorni, fatta di sacrifici, difficoltà e problemi, l'idea di far parte di un complesso meccanismo antropologico fatto di condivisione, passione ed emozioni. Il club per me oggi è l'unico vero luogo dove oggi credo sia possibile socializzare lontani dagli stereotipi e dai pregiudizi. Svolgendo allo stesso tempo indirettamente anche un'attività fondamentale anche per il turismo e le attività ad esse interconnesse.

Un party è un pretesto per far si che la gente possa viaggiare, e quindi essere ospitata in strutture ricettive come alberghi, ristoranti, mezzi pubblici. Un vero e proprio motore delle economie cittadine e provinciali.

Questo oltre confine lo hanno capito già da tempo. Motivo per il quale l'Italia, causa eccessive restrizioni e una burocrazia sempre più complessa, spesso non compare più (salvo alcuni spot talvolta solo temporanei) nella mappa del clubbing mondiale a favore di nazioni come Germania, Inghilterra, Sud America e paesi dell'est che hanno capito come valorizzare l'esperienza del divertimento.

Come anticipavi, quali sono secondo te le differenze sostanziali che la scena italiana ha con quelle di altri paesi dove la night culture è maggiormente salvaguardata e/o incentivata e qual è la formula per colmare il gap che ci separa? In cosa invece ci differenziamo positivamente? mica dobbiamo solo auto flagellarci..


Il vero problema è che in Italia non ci siamo mai organizzati in consorzio tra le varie aziende legate al mondo dello spettacolo. Sostanzialmente ognuno ha sempre badato ai propri interessi. Ma sai benissimo che senza far gioco di squadra non si può andare molto lontano, tanto più quando ti devi relazionare con questure, leggi e burocrazia. Nessuno ci rappresenta e ci tutela in politica e di conseguenza non riusciamo mai a far fronte alle problematiche. Queste sono di varia natura, ma parlando a livello pratico e senza troppi discorsi di economia di mezzo potrei riassumerti alcuni punti fondamentali derivanti dalla mia esperienza:

- Maggior libertà di azione alla sicurezza (ad oggi in Italia non è consentita la perquisizione, apparecchiature di riconoscimento facciale, scan dei documenti e cose di questo genere già largamente utilizzate all'estero);

- Modifica o deroghe sugli orari di chiusura e di somministrazione alcolici;

- Diminuzione dell' IVA dal 23% all 10%;

- Reintroduzione dei Voucher per i lavoratori a chiamata..

Questi punti generano un gap economico/sociale con le altre realtà oltre-confine che tuttavia realtà come la nostra (basta pensare agli amici del Goa, Roof Club, Veniceberg, Discosizer, Caposile, Sound Department tra le prime che mi vengono in mente) siamo in una perenne lotta contro l'assurdo. E questa lotta la portiamo avanti a suon di innovazione musicale, scelte artistiche oculate e tanta, tantissima creatività.

Come un fulmine a ciel sereno ci troviamo a combattere una crisi senza precedenti, e siamo caduti di nuovo: il covid-19 ha annientato completamente le sicurezze acquisite negli ultimi anni o niente è perduto e c’è quindi un punto dal quale ripartire?

Penso tuttavia che non ci sia caduta senza ascesa e viceversa.. Identifico nella “rinascita” il rinnovamento delle proposte che negli ultimi anni alcuni club, come il vostro, sono stati capaci di offrire con coraggio.

Certo, in questo momento di difficoltà e stop forzato, l'intero sistema è paralizzato fino a data da destinarsi e questo non fa altro che creare dubbi e incertezze su un futuro che per alcuni non era più luminoso già da tempo.

Ma da sognatori seriali dobbiamo pensare che da un momento di crisi si reagisca con uno spirito e una forza del tutto nuova, nella speranza che la gente, dopo tutto quello che sta accadendo, inizi davvero ad apprezzare gli sforzi, il tempo, il lavoro e la passione che i tanti addetti ai lavori mettono a disposizione del pubblico nel fine settimana. Solo in una situazione di difficoltà come questa, la gente inizia ad apprezzare la normalità, ciò che sembrava fino a ieri tutto scontato. Come se bastasse accendere il quadro elettrico e premere il tasto play su un giradischi. Come se dietro un party non ci fosse il lavoro di baristi, videomaker, grafici, promoter, investitori, corpi di ballo, ingressisti, cassieri.. un intero, immenso, popolo della notte che ad oggi non vede prospettive di sostegno adeguate per affrontare uno stop che non sembra intenzionato a finire a breve.

A livello personale qual è l’ambizione che ti affascina di più? Dove vorreste arrivare?


A livello personale vedo quello che abbiamo costruito e mi impongo che questo sia solo un punto di partenza. L'idea è di espandersi a livello imprenditoriale aprendo altre attività correlate e magari un giorno alzare una nuova location da zero, modulabile, per poter ospitare eventi di portata maggiore, concerti e show musicali non strettamente legati alla nostra linea musicale.

E' di fondamentale importanza viaggiare e conoscere l'esperienza internazionale per capire il trend ed esplorare nuove forme di aggregazione e divertimento.

Chiudiamo con un po di musica particolarmente importante per te, ringraziandoti per il tempo che ci hai dedicato e augurandoti buone cose per il futuro.

Grazie a voi per aver pensato a me!


Two Right Wrongans - System Error [Wrong]

Lizz - Fast Trust [playedby004]

Floating Point - Sparkling Controversy (Traumer Edit)

Ricardo Villalobos & Max Loderbauer - Mas Profundo Que Mis Pies [perlon]

Cezar Lazar - Widmer [Amphia]

Pancratio - Incontro Lunare [Heko]

Cerec - Laguna [Re.Face Limited]

Cristi Murar - Andromeda [KOI001]

Fries & Bridges - Forever This [MMU017]

Bonus Track: Omar S - The Shit Baby (CP-1 Played By D.Taylor) [FXHE Records]



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