• Martino Vacca

Face to Face: Randaru

Lorenzo Monciotti e Matteo Pescetelli in arte "Randaru" sono i protagonisti di questa puntata di "Face to Face".

Classe 1987, romani di nascita, Lorenzo e Matteo sono sempre conosciuti nel panorama underground grazie al loro stile dai suoni scuri e minimali che li caratterizza sia nella produzione che nei djset.



Ciao Lorenzo e ciao Matteo, benvenuti.


Partiamo dal principio, raccontateci di voi e della vostra unione, come vi siete avvicinati al mondo della musica?


Ciao ragazzi e grazie per l'invito. Ci conosciamo da tantissimo tempo, fin da piccoli abitavamo nello stesso quartiere, quindi stessa scuola e le prime uscite.

La passione per la musica nacque subito, così che già a 15 anni frequentavamo le discoteche pomeridiane, perché quelle notturne erano vietati ai minori di 18 anni.

Io Matteo incominciai a suonare alle prime feste pomeridiane appunto, poi a 16 anni incominciammo a suonare insieme. Da li nacque tutto fino alla nostra prima data ufficiale che risale al maggio 2008.

Fin da subito abbiamo avuto gli stessi gusti musicali e iniziammo a girare per i festival e i party sempre seguendo quel genere che tanto piaceva ad entrambi.

Nel 2008 la minimal era il genere che apprezzavamo di più, c'erano le serate "diabolika" ma noi eravamo puntati sopratutto ad una minimal da "mini-bar" decisa, ritmica e ipnotica, magari con influenze francesi o da dischi che ai tempi uscirono dalla label tedesca "Perlon".



Il vostro genere è particolarmente coinvolgente, caratterizzato da suoni oscuri, minimali e sperimentali che portano all'ascoltatore a suscitare sentimenti e umori a seconda delle tracce. qual'è il vostro approccio in studio, quali sono le vostre ispirazioni?


Appena arriviamo in studio ci mettiamo subito a lavoro, buttiamo giù due idee e incominciamo a produrre. Essendo molto simili a livello di idee riusciamo sempre a trovare quell'alchimia giusta che ci spinge a dare sempre di più. Dobbiamo trovare quel mood giusto, quel ritmo coinvolgente, continuo e ipnotico che deve trasportare l'ascoltatore. Cerchiamo sempre di portare le persone in un tunnel mentale suscitando emozioni e stati d'animo grazie alle vibrazioni che trasmettiamo attraverso la musica .



Parliamo di dischi: la prima release è stata "buddha" uscita sull'etichetta "animae" di Fabrizio Sala. Fin da subito è stato un disco che ha portato risultati molto positivi, riuscendo a vendere tutte le copie disponibili e supportato da molti artisti del panorama underground europeo.

Immagino che sia stata un bello stimolo per voi, come si sono evolute le cose successivamente?


Siamo molto contenti del risultato ottenuto con la nostra prima release uscita su animae, E' stato un disco che ha fatto sold out (200 copie) e che è stato suonato da molti dj e questo non può fare altro che un gran piacere.

Ora continuiamo a fare dischi, la prima release è stata un bel trampolino di lancio per avere altri feed, per farci conoscere, per agganciare artisti ed avere altre uscite sperando che vadano bene anche più di chiesta.

Al momento sono usciti svariati dischi su etichette come "ukiyo" o "asen" e stiamo lavorando per altre uscite ma che al momento non sono ancora state ufficializzate.



Da diversi anni siete all'interno della scena musicale romana, in che modo riuscite a trovare l'alchimia tra voi e la pista? Credete che la scena romana del clubbing sia diversa rispetto a quella delle altre città?


Noi cerchiamo di capire prima di tutto chi c'è al momento, si alzano gli occhi e si guarda, qua a Roma per esempio chi viene è sopratutto chi ci conosce e apprezza la nostra musica.

L'alchimia noi la troviamo puntando sempre l'occhio alla pista, capendo chi si ha davanti, la scelta musicale adatta e trovando il mood giusto. A questo vorremmo aggiungere che anche il locale fa la sua parte all'interno della scena.

Cerchiamo di trasportare la pista attraverso la nostra musica, creando emozioni a chi ci ascolta.

Il clubbing romano per noi bisogna viverlo, capirlo, naturalmente se si paragona a Berlino o Ibiza certo l'ambiente è certamente diverso ma musicalmente parlando anche Roma è molto preparata e ci sono artisti molto validi.

Il nostro pensiero è sempre stato contro corrente, Roma è una città piena di pregiudizi, modaiola e il clubber romano farebbe più fatica rispetto ad uno che abita più a nord perchè, là è tutto un pò più "libero".



Si sa, per ogni set ci vuole una preparazione musicale accurata e precisa, come preparate i vostri?


Personalmente non abbiamo mai fatto una scaletta musicale prima di un set.

Prepariamo dei dischi che abbiamo ascoltato alcuni giorni prima magari quello si, ma durante i set non sapendo in che modo si muove la pista noi spesso andiamo a suonarli a "sentimento". Ci sono state anche volte che ci incontrammo direttamente su in console prima del set! (ridono). Anche per quanto riguarda i dischi non ci siamo mai scambiati un disco, ci fidiamo ciecamente l'uno dell'altro.



Uscirono due dischi dal nome "à suivrè" e "synk" nella label Ucraina "Razom".

raccontateci di questi due dischi e dei progetti che avete per il futuro.


Sono due dischi usciti all'incirca tre anni fa nella label di Kirik.

Personalmente "à suivrè" è un super disco con un vocal stupendo.

Per il futuro oltre quello detto nelle domande precedenti, abbiamo una traccia uscita su "motus"

che sta andando molto bene.

Abbiamo tanti progetti in corso, sicuramente le tracce suonate al Sunwaves e dai vari dj ci aiuteranno a farci conoscere, abbiamo modo di comunicare, scambiare e suonare released di altri artisti in modo da portare avanti il nostro lavoro.

Le uscite in vinile purtroppo hanno tempi più lunghi rispetto al digitale.

Abbiamo creato un gruppo di connessione con alcuni amici, tutti dj italiani e che provengono dal nord italia come Torino fino al sud nella zona di Napoli. E' presente anche il nostro amico Fabrizio Sala, Alessio Viceversa, Daniele Griffo e altri. Lo scopo di questo gruppo è quello di farci conoscere, dire "la nostra" attraverso la musica e attraverso dj che stanno nascendo ora, che stanno crescendo sempre di più e per fare unione sopratutto in un momento come questo in Italia


In passato chi ascoltava musica elettronica in generale era una fascia ristretta di persone sopratutto quando si parlava di generi "underground".

Al giorno d'oggi sembra che sia diventato tutto più "commerciale".

Qual'è il vostro pensiero a riguardo? Come si sta evolvendo la scena del clubbing?


Rispetto agli anni 70 prima c'era molta più personalità e libertà musicale, ora se vuoi "emergere" e avere un nome devi rispettare determinate cose e andare dentro dei binari.

E' tutta una situazione ciclica, la realtà attuale (musicalmente parlando) è molto commerciale, se prendiamo per esempio il vinile a livello di oggetto, è tornato di moda oggi riportandoci indietro 30 anni, che sia reggae, techno o Tech House.

Personalmente la colpa è anche delle persone in generale perché se ad un tot di persone piace quella traccia allora continueranno a fare quella traccia.

Sicuramente dal nostro punto di vista cercheremo di navigare nel mondo underground il più a lungo possibile.

C'è da dire anche che per quanto riguarda noi a Roma per fortuna la scena underground la fanno due o tre discoteche come possono essere il "Goa" o il "Circolo degli illuminati", chi abita invece nelle piccole cittadine che hanno solo 2 o 3 discoteche andranno in quelle ma che per ragioni di business metteranno generi commerciali.



Bene ragazzi è arrivata l'ora di salutarci, fatelo nel miglior modo possibile attraverso la musica.

Lasciateci con alcuni dei dischi a cui tenete particolarmente e che hanno accompagnato la vostra carriera.


Grazie mille ragazzi, un abbraccio.



Villalobos - fizheuer zeheuer


Global comunication - 02 - 14.31

Lazăr cezar - Tulbara






































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