• Martino Vacca

Face to Face: Matteo Floris


L'ospite di oggi nella rubrica Face to Face è Matteo Floris, dj e producer nato a Cagliari e residente a Barcellona, che negli ultimi anni si è fatto notare con delle produzioni di spessore su Resonance Record, grazie alle quali ha potuto suonare in diverse parti del mondo.

Ciao Matteo, inanzitutto grazie e benvenuto, sarà un piacere fare due chiacchiere con te.


Partiamo subito con le domande.


Ora vivi a Barcellona ma hai passato la tua adolescenza in Sardegna dove hai potuto coltivare la passione per la musica elettronica e fare i primi passi suonando e producendo.

Come si è evoluta la tua crescita musicale? Hai qualche ricordo in particolare che ti ha segnato?


Son sempre stato affascinato dalla cultura del “clubbing” tanto che ho iniziato ad andare regolarmente alle serate e eventi con musica house sin da molto giovane A quei tempi andava fortissimo la Tribal House e una delle cose che mi ha segnato di più senza dubbio é stato il cimentarmi nel suonare percussioni (djembe / darbuka) che inizialmente é iniziato come un passatempo tra amici ma che successivamente si é trasformato nel suonare agli eventi accompagnando il dj di house music. Un’altra tappa fondamentale é rappresentata dalle prime serate del Micro Club (l’attuale Anyway) alle quali andavo con tantissimo interesse e che mi hanno aperto gli occhi sul mondo del clubbing underground e dato tantissima ispirazione.



Nelle tue tracce sono presenti svariati vocal in particolar modo del mondo dell'hip hop inoltre usi drums e synth che fanno di te un artista con uno stile unico, cosa è stato a far si che questo stile si differenzi dagli altri? Da cosa prendi ispirazione?


Onestamente ora come ora cerco solo di creare tracce che a me farebbero ballare e che abbiano un qualcosa di originale rispetto allo stile “main stream” che caratterizza ormai questo tipo di industria musicale. Penso sia veramente difficile arrivare ad avere uno stile proprio, richiede anni di esperienza e di tanta musica ascoltata, ballata e suonata. Tanto dipende anche dal contesto in cui vivi, Cagliari e la Sardegna mi hanno dato tantissimo a livello musicale ma son sicuro che se fossi rimasto li non sarei riuscito a definire completamente il mio stile o far si che diventasse quello che é attualmente. L’ispirazione viene da qualsiasi cosa e non necessariamente da qualcosa strettamente collegato alla musica, per questo motivo considero fondamentale viaggiare, conoscere, non seguire sempre l’hype o la tendenza del momento e non andare ad ascoltare solo i dj rinomati e con un grande pubblico. Per quanto riguarda il mio stile più nello specifico, penso che tutti si rendano facilmente conto che non sono melodico per nulla anche perché di conoscenza della teoria musicale di livello accademico non ne ho tanta, ma soprattutto perché la mia vera passione viene dal groove, dal ritmo, dalle drums e da tutto ció che serve a far muovere il corpo.



Vivi a Barcellona da diversi anni e hai suonato in diversi club spagnoli tra cui l'ultimo il "Macarena Club". Perchè hai scelto questa città e in che modo ha influito sul tuo stile musicale?


Mi ero innamorato di Barcelona già da prima di venirci a vivere nel 2012, è una bellissima città in cui hai la possibilità di vivere realtà internazionali e multiculturali e allo stesso tempo non mi fa sentire così lontano da casa. Ha influito tantissimo sulla definizione del mio stile musicale come spiegavo prima e mi ha sicuramente aperto tante porte in più a livello internazionale.



E' da un bel pò di tempo che ti seguo sui social e una tua grande passione è la breakdance, addirittura fai parte di una crew.

Attualmente qui si va da un estremo all'altro musicalmente parlando. C'è un collegamento per te tra le due?


Si ormai ballo da tantissimi anni e sono orgoglioso di far parte della crew Ormus Force made in Sardinia e conosciuta a livello internazionale (un saluto ai miei bros). 

Questo tipo di domanda mi é stata fatta spesso e ancora qualcuno a volte mi dice: mah sei un Bboy e suoni musica House? (ride) .Scusa se ti contraddico ma non direi proprio che in questo caso andiamo da un estremo all' altro, anzi. Probabilmente la gente é un po confusa riguardo quale musica i bboys utilizzino per ballare / allenarsi / fare contest. Principalmente i breakbeat o cmq un certo tipo di rap o funk con betas e drums molto serrate e decise che le rendono veramente simili all House Music, spesso si potrebbero tranquillamente mixare i due stili incastrandosi benissimo l uno con l altro. Per chi non lo sapesse, negli anni 80/90 é nato uno stile chiamato Hip House che appunto fondeva l’Hip Hop Hype di quel periodo con l House Music. Anche spostandoci su stili di Hip Hop diversi come il Boom Bap di JDilla o il Rap underground old school vi assicuro che si possono trovare veramente tante caratteristiche in comune con l House Music.



Dopo l'uscita di "Rizla" con la label di Max Chapman "resonance records" che ha segnato la tua carriera in modo molto positivo, la traccia "Sheez looking" (che consiglio ai lettori di ascoltare) ugualmente è stata una delle tracce più apprezzate dagli appassionati e dai dj.

Raccontaci un pò di questa traccia, ha una sua storia?


In realtá non c’é una grossa storia dietro questa track. Mi piace l’idea di usare dei sample di canzoni ben conosciute o che hanno fatto la storia nel corso degli anni (possibilmente 90), e metterli dentro dei beat underground Il contrasto che si crea mi piace sempre parecchio e ovviamente l’intenzione é quella di richiamare l’attenzione di chi sente la traccia appena entra il sample o il vocal della canzone conosciuta. Ho creato questa traccia per puro divertimento e per poterla suonare nei miei set, ma ho visto che la gente ha reagito veramente bene, é una di quelle che ha più ascolti nel mio SoundCloud e si può scaricare gratuitamente







Sei stato il creatore dell'etichetta "Svogue muziq", quali sono i tuoi progetti per il futuro?


Si, la label é stata creata da me, Manuel Branca e Federico Orgiana che sono due carissimi amici mi hanno supportato dal giorno 1 e continuano a farlo tuttora. L’etichetta é stata creata in un momento in cui tutti e tre eravamo ben immersi nella scena musicale underground, io come dj e producer e Manuel e Federico come clubbers appassionati. Abbiamo realizzato diversi showcase a Barcelona e in Sardegna, fatto numerose uscite con artisti internazionali e ottenuto ottimi risultati a livello di esposizione e marketing. Dopo qualche anno la label é rimasta in stand by perché non più tutti e tre riuscivamo a lavorarci in modo adeguato e a dedicargli il tempo necessario quindi di comune accordo abbiamo deciso di “fermarla”. Da poco meno di un anno ho deciso di riattivare la label ma con una visione più underground e utilizzandola non come un business ma semplicemente come uno strumento tramite il quale faccio uscire tutto quello che voglio senza limiti di stile. La label ora si chiama solo “Svogue” é ha l’intenzione di essere, píu che un’etichetta discografica, un brand, un lifestyle.” 



Parliamo di dancefloor e di evoluzione: hai girato un bel pò di discoteche e club in tutto il mondo. Com'è cambiata secondo te la scena del clubbing nel corso del tempo? Trovi delle differenze tra passato e presente?


Mah tra passato e presente, un po come in tutte le cose posso dire che si va perdendo l’essenza e l’autenticità di quello che era il clubbing delle origini. Vedo sempre meno persone che vogliono andare a un party realmente per ballare, per l’amore della musica, per condividere energia. La gente segue troppo ciò che va di moda e sono pochi quelli che veramente fanno un po di ricerca e si interessano a scoprire qualcosa di più underground e a seguire artisti non perché sono conosciuti ma per il loro stile e la loro musica. Comunque se anch’io che non sono nessuno vengo contattato per suonare internazionalmente, significa che per fortuna ancora ci sono persone che amano questa cultura e che si dedicano a ricercare artisti più nascosti e a valorizzarli.





Ormai produci e ti esibisci da più di dieci anni tra club nazionali e internazionali.

quali sono state le esperienze e i luoghi più significativi che ti hanno colpito di più?


Negli ultimi anni ho avuto numerosi gigs internazionali e sono state tutte esperienze bellissime e significative. Ho avuto la fortuna di suonare più volte negli USA, e devo riconoscere che la scena underground house americana mi stimola parecchio e probabilmente é uno dei paesi dove vengo apprezzato di più a livello artistico. La scorsa estate a Giugno ho avuto un tour in California e Messico che é andato benissimo, in particolare bellissima l’esperienza di suonare a un after party a Tijuana alle 6 del mattino subito dopo aver attraversato la frontiera tra USA e Messico.

Altre esperienze significative sono state suonare in Belgio in un grande festival open air che si chiama Elixir e in Lituania in un festival che si chiama Radistai Village. Devo ammettere peró che alcuni dei gigs dove mi sono divertito di più sono stati qua a Barcelona, non c’é nulla di meglio che suonare circondato dai tuoi amici negli spot più emblematici della città in cui vivi.



Bene Matteo l'intervista si conclude qua ma prima di andare salutaci con 3 dischi che hanno segnato particolarmente il tuo percorso.

Grazie mille,


Grazie a voi, un piacere. Visto che tutto é iniziato dalla mia passione per la tribal house e le percussioni…non posso non fare riferimento a questo disco: Martin Solveig - Edony (Clap Your Hands) che costantemente cercavo di riprodurre con la mia darbuka o il mio djembe. Vi lascio poi con: Jesse Perez - Fake, disco che é diventato abbastanza virale, è stata prodotta da un artista che stimo da sempre e che dimostra come le traccie migliori vengano prodotte da chi é veramente originale e da chi ha uno stile proprio e che se ne sbatte alla grande di seguire le mode o le tendenze, tanto di cappello! Infine chiudo con: Matteo Floris feat. Kid Enigma - Supervisors, é la track prodotta da me che preferisco e che riesco a suonare più spesso, mi rappresenta tantissimo perché c’é un po di house, un po di hip hop, breakbeats e perché esce un pó fuori dagli schemi, e il fatto che continui a piacermi nel corso degli anni mi gratifica tantissimo.


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