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Face to Face : Grittrip

Aggiornato il: 7 nov 2019

Nato e cresciuto a Brescia, Francesco Gritta, in arte Grittrip, ospite di questo mese a Face to Face, ci racconta le sue esperienze tra Londra e Barcellona, attualmente la sua base operativa, e di come la sua crescita artistica lo porterà a essere, nel prossimo mese, protagonista di un tour in Asia.





Ciao Francesco! La prima curiosità che vogliamo toglierci è sapere quali sono stati i primi artisti di musica elettronica ad entrare tra i tuoi ascolti.

Le prime serate di musica elettronica risalgono ai miei 16 anni, al Mazoom Le Plaisir. Ricordo perfettamente la serata di Halloween 2008: suonavano Raresh, Radu e Petre Inpirescu (all’epoca Pedro). Ho ancora il flyer appeso in camera, in Italia. Non sapevo bene chi fossero, ma subito mi appassionai alla loro musica.

Federico Molinari, Davide Squillace, Luciano, Martin Butrich e Pasta Boys furono altri dj che ebbi la possibilità di ascoltare vicino alla mia città. Quali artisti hanno maggiormente formato i tuoi gusti e segnato la tua sensibilità artistica? Baby Ford, Onur Özer, Barem, Cabanne, Isherwood, Daniel Bell, DBX, Lawrence

Questi sono gli artisti che, da quando ho cominciato a suonare, hanno plasmato il mio gusto musicale e gli hanno dato la sua tipica impostazione minimal, micro house e dub techno. Li scoprii scavando musica in Beatport agli inizi della mia carriera. A un certo punto della tua vita è arrivata Londra. Dimmi: che aspettative avevi sulla vita nella capitale britannica, prima di andare a viverci? Come te la immaginavi e come, poi, l’hai trovata? Il mio obiettivo era quello di crescere come dj. Finito il liceo avevo subito pensato di recarmi là per continuare la mia carriera sapendo che la scena musicale underground era decisamente più sviluppata che in Italia. Inizialmente l’idea era quella di fermarmi un anno, durante il quale trovare un lavoro, perfezionare la lingua e capire se ce l’avrei fatta. Ma una volta arrivato ho capito che sarebbe stata più dura di quanto pensassi. Londra è ed era una città molto costosa e io ero alla mia prima esperienza fuori casa, ma la realtà del clubbing e della nightlife era quella che cercavo. Era li che dovevo stare se volevo continuare seriamente con la carriera da dj.

Londra si è rivelata una città piena di possibilità, ma che allo stesso tempo ti mette a dura prova. È una città frenetica, viva, dove il tempo non è mai abbastanza e devi darti costantemente da fare. Ci sono stati periodi di alti e bassi che mi hanno portato ad avere una relazione di amore e odio con questa città che però, tuttora, considero casa.

Di fatti, da li non me ne sono più andato e ho vissuto a Londra per 5 anni fino al mio trasferimento a Barcellona. Com’è la vita adesso a Barcellona? Non ti parlo solo della scena musicale.

Vivere a Barcellona è stato un cambio evidente. Dalla caotica capitale britannica sono passato a una realtà completamente diversa. Barcellona è una città molto più piccola, economica e rilassata. La gente è più aperta e la qualità della vita è migliore, soprattutto da un punto di vista climatico e culinario. È una città multiculturale come Londra, ma al contempo ha una dimensione umana, il ché ti garantisce di avere più tempo da dedicare a te stesso. La scena musicale elettronica è molto attiva, spazia tra tutti i generi. C’è una vasta offerta di eventi e feste che la rendono una città stimolante, sia in estate che in inverno. Barcellona mi ha dato la possibilità di ampliare i mei contatti nell’ industry musicale a livello più internazionale e la ora è la città giusta come base operativa. Quale città consiglieresti, ora, ad un giovane che come te vuole crescere musicalmente e artisticamente? Attualmente consiglierei Berlino. In questa città mi sono esibito tre volte. È meno cara di Londra e la scena artistica è estremamente viva, soprattutto la realtà underground è molto sviluppata. Quali sono stati, finora, i momenti più importanti della tua carriera? Sicuramente aver ottenuto la residenza al party Paradox presso l’Egg London, che mi ha dato la possibilità di farmi conoscere come dj e che considero il trampolino di lancio della mia carriera.

A Barcellona la collaborazione con Pirupa per il NonStopLab ha avuto un ruolo importante e mi ha permesso di entrare in contatto con Primes Media di Cesare Castellacci. Grazie a loro ho potuto esibirmi in differenti party come off sonar o ADE in Amsterdam e ovviamente in molti club di Barcellona.

Considero anche importante uno degli ultimi streaming live per la radio Room.fm che mi ha portato a raggiungere un notevole numero di visualizzazioni. Grazie a questa visibilità sono stato contattato da diversi party di Barcellona.


Quanto tempo dedichi alla musica nella tua giornata? E quando principalmente ti senti ispirato? Ascolto musica tutti i giorni. Anche la mia vita sociale è completamente dedicata alla mia passione. Mi considero un clubber oltre che dj. Anche quando non suono partecipo ai party che so che possono essere utili per nuovi contatti e collaborazioni. Ho orari sregolati e sicuramente la notte è il momento in cui mi sento più inspirato; quando non esco sto a casa a comprare e comporre musica.


Abbiamo accennato del tuo tour in Asia. Dicci qualcosa di più. Sono decisamente elettrizzato per questa futura esperienza; è il mio primo tour fuori dall’Europa.

Il tour sarà diviso in due parti. La prima fase sarà a Dubai dove farò un’unica data per Elev8 party. La seconda parte del tour si sposta in Cina dove sarò presente in Shanghai, Nanjing e Hong Kong. Starò in Cina per tutta la seconda metà di Novembre.


Su quale delle due strade nella tua carriera preferisci investire di più? Producer o Dj? Io nasco come Dj e ricercatore di musica. Quando suono mi piace creare un viaggio che racconti una storia dall’inizio alla fine della sessione; per questo mi appassiona ricercare musica che mi dia la possibilità di esprimermi per comunicare al pubblico quello che sono. Non sono il tipico nerd che si chiude nello studio, però negli ultimi anni sto dedicando molto più tempo alla produzione perché riconosco la sua importanza per la mia crescita professionale.


Parliamo di Musica. Quale artista emergente ci consiglieresti e quale, invece, ad oggi, caratterizza maggiormente i tuoi set.

Come artista emergente consiglio Andrea Caioni; è un ottimo Dj e producer, rispecchia molto il mio gusto musicale, abbiamo suonato diverse volte insieme, sia a Londra che a Barcellona. Sicuramente bisogna tenere gli occhi puntati su di lui.

Per quanto riguarda l’artista che caratterizza i miei ultimi set ne citerei almeno due: AFTAHRS, dj producer di Birmingham e Enzo Leep. Salutaci con un disco


Vi saluto con uno dei primi dischi che ho comprato, buon viaggio!

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