• Alessandro Monne

Face to Face : Filippo Argenti

Ho scambiato due parole con Filippo Argenti, art director di Eggbox. Eggbox è un canale di promozione, o meglio un contenitore musicale (come i creatori lo definiscono), nato nel 2017 a Roma dall'idea di quattro amici uniti dalla stessa passione. Ogni episodio propone performance diverse, con caratteristiche e genere diversi.





Ciao Filippo, piacere di conoscerti. Inizio diretto. Raccontaci di te e dei tuoi primi passi nel mondo della musica.


-Ciao ragazzi, piacere mio! Ho iniziato a selezionare musica al liceo, quasi per gioco, durante un' autogestione. Comprai la mia prima consolle di li a poco e quando capitava di saltare la scuola passavo le mattine in un negozio chiamato Remix. Spulciavo cd su cd, che masterizzavo poi a casa.

Sempre in quel periodo passavo le vacanze estive ad Anzio, tappa fissa guardacaso del Diabolika. I vari Emanuele Inglesi, Ricky Montanari, Joe T Vannelli, D Lewis, mi avvicinarono alla house music e scoprii un mondo nuovo.



Quand'è che le cose diventarono più serie?


-Beh sicuramente quando entrai nel collettivo musicale Jeff. Iniziai collaborando alla realizzazione di eventi con artisti importanti quali Vitalic e Miss Kittin. Piano piano arrivarono le prime serate da dj e suonai così in alcuni locali della mia città.

Durante il periodo in Jeff sono diventato resident di Slapp, un'organizzazione che propone house music. Questo mi ha dato la possibilità di esibirmi con artisti affermati - Humpries, Tanzmann, Bella Sarris, Ralf per citarne alcuni - ma soprattutto di conoscere e capire le dinamiche legate a questo settore.




Come è nato Eggbox?


-L'idea è figlia del tempo passato in studio, un garage rivestito da scatole di uova. Da qui prendemmo il nome. Ci siamo chiesti come sarebbe stato condividere i nostri set con qualcuno. Iniziammo a registrare, a portare amici e a far registrare anche loro. Cosi nel giro di qualche anno siamo passati ad uno studio più grande nel quale continuiamo ad ospitare amici da ogni parte d'Italia e del mondo.



Qual è il filo conduttore che, oltre la musica stessa, che vi lega tra i diversi artisti e generi da proporre?


-Cerchiamo di proporre ciò che ci piace cercando di tenere alta la qualità. Con Emilio, Guglielmo, Alessandro e Stefano siamo molto legati e partoriamo idee diverse che si completano tra loro. Poi, i gusti sono gusti.



Per quanto riguarda le aspirazioni che avete come collettivo, dove volete arrivare?


-Intanto finire la stagione nel migliore dei modi, continuare a dare un contibuto alla comunità della musica e poi consolidare il nostro lato da club.



Chi tra i vostri ospiti ti ha impressionato di più? So che non puoi sbilanciarti troppo, quindi risposta politica a parte, se proprio devi indicare alcune preferenze?


-Ogni episodio è stato bello a modo suo, ma se devo esprimere un parere, sono gli artisti della vecchia guardia quelli che mi hanno impressionato. C'è sempre tanto da imparare!



C'è qualcosa che bolle in pentola? Progetti futuri?


-Come già detto portare avanti la quarta stagione di Eggbox, cercando di fare un passo avanti rispetto alla scorsa stagione. E poi siamo tornati a fare club! A fine novembre c'è stato il primo party.. oltre ai nostri resident abbiamo proposto Livia, dj cresciuta tra Roma e Parigi che fu tra i primi a registrare un episodio di Cercle.

Così abbiamo iniziato un nuovo percorso, una festa tutta nostra, una volta al mese. Il club è piccolo, come piace a noi, e ricrea l'atmosfera delle feste che organizzavamo in saletta.

L'obiettivo è far divertire chi ci segue anche fuori dal nostro studio e continuare a proporre musica di livello.



Cosa ti senti di dire a chi come voi si occupa di promozione, di condivisione?


-Di mettere sempre, semplicemente, la musica al primo posto.



Raccontaci un episodio particolarmente buffo. Un' esperienza simpatica vissuta all'interno della saletta di Eggbox.


-Diciamo che la strumentazione iniziale in sala non era esattamente quella che abbiamo ora. Sapevamo che era necessario investire denaro per acquistare una strumentazione professionale o quasi. Nostro malgrado non tutti i salettari erano d'accordo.. Così io e un altro membro falsificammo con Photoshop una sorta di preventivo per comprare quello che ci serviva, aumentando di gran lunga la somma che ci serviva. I ragazzi si spaventarono così tanto che quando scoprirono che si trattava di uno scherzo furono talmente sollevati che accettarono subito la vera proposta.



Immagino la goduria nel preparare il finto preventivo di nascosto!

Adesso ci lasciamo. E ti ringrazio per il tempo che ci hai dedicato. Ma sparaci prima il tuo disco, quello che senti tuo!


-Questo disco mi ha fatto capire che di musica non capivo niente fino al momento in cui lo ascoltai! Grazie a voi ragazzi, appena passate per Roma fate un fischio!



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