• Andrea Benedetti

DVS1 - Beta Sensory Motor Rhythm


A parte rare eccezioni, tipo l'ultimo progetto The Beneficiaries con Eddie Flashin' Fowkles e Jessica Care Moore, la Axis Records di Jeff Mills ha pubblicato praticamente solo musica fatta da lui. Quest'anno lo storico produttore techno di Detroit ha deciso di cambiare rotta dando spazio a tanti artisti con cui si è incrociato nel corso di questi anni come Johannes Volk, Dj Surgeles, l'amico di lunga data Terrence Dixon e altri anche poco conosciuti. Forse complice la situazione pandemica e relativo stop delle serate, la produzione è stata molto intensa e solo questa nuova linea di uscite "esterne", raccolte sotto il nome "The Escape Velocity" con un numero di catalogo nuovo, sono state ben tredici.

L'ultima di cui parliamo oggi è quella di Zak Khutoretsky aka DVS1, produttore techno USA con origine russe che negli ultimi dieci anni si è ritagliato uno spazio enorme nella scena techno mondiale, e soprattutto europea, divenendo uno dei dj più richiesti. La sua carriera è partita seguendo quella linea sottile fra deep house e techno minimale in cui la ripetitività ritmica si fondeva con una scelta di suoni molto precisa e profonda, per poi adattarsi alle necessità delle big room o dei grandi festival con un sound più aggressivo che però continuava a puntare sulla reiterazione ipnotica del groove, magari tralasciando la parte più soul che ogni tanto spuntava nei suoi set in spazi più raccolti.


La collaborazione con Axis sembra quindi naturale e forse per Mills rappresenta una sorta di connessione con quel sound più house elettronico tipico di Chicago e Minneapoilis, da dove viene DVS1, che Mills ha sempre sfiorato, filtrato dal suo gusto tipicamente Detroit Techno. Il lavoro, uscito solo in digitale sul sito della Axis, si presenta con otto brani fra i sei e i sette minuti l'uno che sono il compendio del suo sound, ma con un approccio più cerebrale. La produzione sonora è di ottimo livello: la cassa ha il giusto suono morbido, ma presente, l'arrangimento degli hi hat non è sempre scontato, i riverberi creano la spazialità necessaria, ma l'impressione è che DVS1 abbia voluto omaggiare troppo il padrone di casa. Brani come "Drifiting", "Delta Wave" o "The five aggreggates" sembrano cloni del tipico sound deep techno di Jeff Mills, ma con più distacco formale. Va meglio con la techno irreale di "Transient response" e la dub minimale di "Hypnagogia (Its’ All In My Mind)" che restano nell'ambito del suo stile migliorandolo. Le altre tracce sono passabili, il che non è il massimo in questo periodo di ultra produzione in cui ogni traccia dovrebbe superare la fase di mero tool da serata e stagliarsi a sé come vero e proprio brano. In definitiva questo lavoro, come anche tutto il progetto "The Escape Velocity", mi conferma l'impressione che Jeff Mills come produttore di musica esterna alla sua sia forse troppo ingombrante e che i suoi ospiti, DVS1 incluso, dovrebbero avere meno riverenza per il mito Mills e più coraggio nel proporgli musica effettivamente innovativa.


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